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Cenni Storici

Sembra che la prima menzione sicura di Chianciano (Clancianum) sia quella contenuta incidentalmente nell'elenco dei testimoni che, nel Marzo del 1139, assistettero alla donazione della sesta parte di Radicofani compiuta dal conte Manente in favore del vescovo senese. Tra la fine del secolo XII e gli inizi del XIII il castello era dominato dai conti Manenti di Sarteano ai quali si appoggiarono i Senesi fin dal 1202 per affermare il proprio controllo su Chianciano (che sostenevano appartenere al contado senese) e sulla Valdichiana, in ostilità con i comuni di Montepulciano ed Orvieto.

L'azione dei Senesi ebbe il suo maggior successo tra il 1229 e il 1230, quando riuscì loro di occupare militarmente Chianciano; ma dopo la forte controffensiva degli Orvietani, e dei Fiorentini loro alleati, i senesi dovettero impegnarsi a "restituire agli Orvietani il castello, il cassero, la corte di Chianciano" (accordi di pace del 1232).

Fra il 1235 e il 1237 Chianciano veniva così inserita nell'ambito della sovranità orvietana; organizzato peraltro in Comune, e ormai completamente sottratto al dominio dei Manenti, Chianciano godeva di un forte grado di autonomia giurisdizionale, quale sarebbe apparso anche nella importante redazione statutaria del 1287. Negli statuti, e in documenti della medesima epoca, compaiono intanto i primi riferimenti alle acque termali, e all'organizzazione dei "bagni" presso l'antico castellare di Sellena. Ripetutamente insediata dai Senesi e da Montepulciano, la sovranità di Orvieto su Chianciano si sarebbe tuttavia sostanzialmente mantenuta sin verso la metà del '300.

Nel 1347, quando il sistema di governo territoriale orvietano si era ormai completamente sfaldato, il Comune di Chianciano compì un atto di subordinazione politica al Comune di Siena. Tra la fine del '300 e la metà del '400 la contesa per il controllo di Chianciano vide lungamente impegnare Siena e Montepulciano.

Nel 1537, avendo le autorità senesi imposto un tributo straordinario alla comunità di Chianciano, i rappresentanti locali opposero un rifiuto e ribadirono la piena autonomia della terra pur nel quadro della sovranità senese. Nel 1544 veniva promulgata una nuova redazione degli Statuti municipali. Pochi anni dopo, nel corso della guerra di Siena, Chianciano veniva espugnata e saccheggiata.
Ridotto in macerie e con la popolazione decimata il paese compì atto di sottomissione al duca di Firenze che ne ordinò la ricostruzione.



 

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